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CC BY-SA 4.0 Stefano Agostinis, Marioluca Bariona, Pierangelo Bozzetto

L'Unione europea (UE), della quale precursore fu lo scrittore pacifista Victor Hugo nel diciannovesimo secolo, è un’unione pattizia tra Stati sovrani rappresentati dagli attuali 28 paesi membri del continente europeo. 

All’attuale configurazione si è giunti attraverso la ratifica di una serie di trattati, il primo dei quali, denominato “Comunità europea del carbone e dell’acciaio” e risalente al 1951, fu firmato da Germania Ovest, Francia, Italia e Benelux (a sua volta patto doganale tra Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo firmato, nella sua prima versione, nel 1944 e riformato nel 1958). Per arrivare alla prima unione doganale bisognerà attendere però la Comunità Economica Europea (CEE), istituita con la firma dei trattati di Roma nel 1957 ed entrata in vigore nel 1958.

Di seguito i trattati che hanno condotto l’UE all’assetto attuale.

Trattato di Maastricht

Firmato il 7 febbraio 1992, entrato in vigore il 1 novembre 1993

Il trattato di Maastricht crea l'UE, costituita da tre pilastri:

  • le Comunità europee;
  • la politica estera e di sicurezza comune;
  • la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale.

Il primo pilastro è costituito dalla Comunità europea, dalla Comunità europea del carbone e dell'acciao (CECA) e dall'Euratom (vedi oltre) e riguarda i settori in cui gli Stati membri esercitano congiuntamente la propria sovranità attraverso le istituzioni comunitarie. Vi si applica il cosiddetto processo del metodo comunitario, ossia proposta della Commissione europea, adozione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo e controllo del rispetto del diritto comunitario da parte della Corte di giustizia.

Il secondo pilastro instaura la Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e consente agli Stati membri di avviare azioni comuni in materia di politica estera. Tale pilastro prevede un processo decisionale intergovernativo che fa ampiamente ricorso all'unanimità. La Commissione e il Parlamento svolgono un ruolo modesto e tale settore non rientra nella giurisdizione della Corte di giustizia.

Il terzo pilastro riguarda la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (JAI) e prevede che l'Unione debba svolgere un'azione congiunta per offrire ai cittadini un livello elevato di protezione in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Anche in questo caso il processo decisionale è intergovernativo.

Il mercato unico viene completato dall'instaurazione dell’Unione Economica e Monetaria. Secondo la politica economica gli Stati membri devono garantire il coordinamento delle loro politiche economiche ed istituire una sorveglianza multilaterale di tale coordinamento, e sono soggetti a norme di disciplina finanziaria e di bilancio. La politica monetaria mira ad istituire una moneta unica e a garantirne la stabilità grazie alla stabilità dei prezzi e al rispetto dell'economia di mercato.

Tra le grandi innovazioni del trattato figura l'istituzione di una cittadinanza europea, che si aggiunge a quella nazionale. Chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro è anche cittadino dell'Unione. Tale cittadinanza conferisce nuovi diritti degli europei, ossia:

  • il diritto di circolare e risiedere liberamente nella Comunità;
  • il diritto di votare e di essere eletti alle elezioni europee e comunali nello Stato di residenza;
  • il diritto alla tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di uno Stato membro diverso da quello d'origine nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato;
  • il diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo e il diritto di sporgere denuncia al mediatore europeo.

Trattato di Amsterdam

Firmato il 2 ottobre 1997, entrato in vigore il 1 maggio 1999

Il trattato di Amsterdam permette di rafforzare i poteri dell'UE attraverso il rafforzamento delle politiche comuni. È caratterizzato da:

  • semplificazione degli articoli dei trattati comunitari;
  • formalizzazione e regolamentazione della cosiddetta cooperazione rafforzata (vedi oltre);
  • dichiarazione che l’Unione Europea Occidentale (UEO, organizzazione di sicurezza militare e cooperazione politica) è parte integrante del processo di integrazione europea;
  • incorporamento degli accordi di Schengen (vedi oltre) nell’acquis comunitario (vedi oltre), ossia l’insieme di diritti e doveri cui ogni stato appartenente all’UE si deve uniformare;
  • introduzione delle politiche sociali e sull’occupazione nel primo pilastro (Regno Unito escluso);

Trattato di Nizza

Firmato il 11 dicembre 2000, entrato in vigore il 26 febbraio 2001

Il trattato di Nizza è destinato essenzialmente a risolvere i problemi istituzionali legati all’ampliamento in vista dell’adesione di altri Stati. Esso semplifica il ricorso alla procedura di cooperazione rafforzata e rende più efficace il sistema giurisdizionale. Il trattato introduce:

  • nuova ponderazione dei voti nel Consiglio dell’UE;
  • modifica della composizione della Commissione europea;
  • estensione della procedura di codecisione e modifica del numero di deputati al Parlamento europeo per ogni Stato membro;
  • estensione del voto a maggioranza qualificata per una trentina di nuovi titoli;
  • riforma per rendere più flessibile il sistema delle cooperazioni rafforzate;
  • nuova ripartizione delle competenze tra Corte e Tribunale;

Nell'ambito del Consiglio europeo di Nizza è anche stata proclamata la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, detta anche Carta di Nizza che tuttavia non è entrata a far parte del trattato.

Trattato di Lisbona

Firmato il 13 dicembre 2007, entrato in vigore il 1 dicembre 2009

Il trattato di Lisbona procede all’attuazione di vaste riforme. Esso pone fine alla Comunità europea e ne abolisce i pilastri, provvedendo al riparto di competenze tra Unione e Stati membri. Inoltre rafforza il principio democratico e la tutela dei diritti fondamentali, anche attraverso l'attribuzione alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del medesimo valore giuridico dei trattati.

Nato in seguito alla bocciatura della Costituzione Europea nel 2005, mantiene gran parte delle innovazioni in essa contenute, aumentando però il potere dei singoli parlamenti nazionali. In particolare:

  • modifica i trattati fondamentali che attualmente sono denominati: Trattato sull’UE; Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE); Carta dei diritti fondamentali dell’UE; Trattato EURATOM;
  • conferma la figura del Presidente del Consiglio europeo; esso tuttavia non viene più nominato a rotazione per un mandato semestrale ma viene eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta;
  • istituisce un "Ministro degli Esteri" europeo denominato Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza;
  • aumenta i poteri dei Parlamenti nazionali che hanno più tempo per esaminare i regolamenti e le direttive;
  • specifica che la PESC ha un carattere specifico all'interno dell'UE e che non può pregiudicare la politica estera e la rappresentanza presso le istituzioni internazionali degli Stati membri;
  • la concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale dell’UE;
  • introduce l'energia nella clausola di solidarietà per cui gli Stati membri si impegnano a sostenere gli altri in caso di necessità;
  • specifica la necessità di combattere i cambiamenti climatici nei provvedimenti a livello internazionale;
  • introduce la possibilità di recedere dall’UE.

Il Regno Unito ha ottenuto una clausola di esclusione dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea al fine di preservare il Common Law. Anche la Repubblica Ceca ha ottenuto l’esclusione.

Il trattato di Lisbona definisce in maniera precisa le competenze dell'Unione distinguendo tra:

competenze esclusive. In esse solo l'Unione ha giurisdizione, gli Stati hanno solo l'obbligo di recepire le direttive e dare applicazione ai regolamenti (art. 3 TFUE):

  • unione doganale;
  • definizione delle regole di concorrenza (regolazione dei mercati);
  • politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro;
  • conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca;
  • politica commerciale con gli Stati Internazionali;
  • conclusione di accordi internazionali nelle materie oggetto di una sua competenza legislativa esclusiva;

competenze concorrenti nelle quali gli Stati possono legiferare in tali campi solo in conformità a quanto deciso dall'Unione (art. 4 comma 2 TFUE):

  • mercato interno;
  • politica sociale, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato;
  • coesione economica, sociale e territoriale;
  • agricoltura e pesca, tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare;
  • ambiente;
  • protezione dei consumatori;
  • trasporti;
  • reti transeuropee;
  • energia;
  • spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
  • problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica;

competenze concorrenti nelle quali l'Unione adotta delle politiche di coordinamento, senza limitare l'azione degli Stati (art. 4 commi 3 e 4 TFUE):

  • settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio;
  • settori della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario;

competenze di coordinamento. Per le politiche economiche, occupazionali e sociali l'Unione ha un ruolo di coordinamento e detta, tramite il Consiglio, linee guida entro le quali ogni Stato ha libertà di determinazione (art. 5 TFUE);

competenze di sostegno. In esse l'Unione non ha alcun potere legislativo ma deve attuare una mediazione politica affinché tali politiche possano essere coordinate (art. 6 TFUE):

  • tutela e miglioramento della salute umana;
  • industria;
  • cultura;
  • turismo;
  • istruzione, formazione professionale, gioventù e sport;
  • protezione civile;
  • cooperazione amministrativa.

Definizioni

Euratom

La Comunità europea dell'energia atomica (CEEA o Euratom) è un'organizzazione istituita contemporaneamente alla CEE con i trattati di Roma del 25 marzo 1957 allo scopo di coordinare i programmi di ricerca degli stati membri relativi all'energia nucleare ed assicurare un uso pacifico della stessa.

Sebbene i membri appartanenti all'Euratom siano gli stessi dell'UE, l'Euratom non si è mai fuso con essa nelle varie ratifiche dei trattati europei e mantiene tutt'ora una personalità giuridica separata. La durata dell’Euratom è illimitata.

Cooperazione rafforzata

La cooperazione rafforzata è una procedura decisionale istituzionalizzata con il trattato di Amsterdam e poi modificata dal trattato di Nizza. Una cooperazione rafforzata si può attuare solo se vi partecipano almeno nove degli Stati membri dell’UE; essa consiste nel realizzare una più forte cooperazione tra alcuni Stati membri nei temi che non sono di competenza esclusiva dell’UE.

Le cooperazioni rafforzate sono uno strumento di estrema importanza per dare un maggiore impulso al processo di integrazione dell'Unione europea, senza coinvolgere la totalità degli Stati membri che possono avere reticenze nell'incrementare l'integrazione in alcune aree.

Accordi di Schenghen

Con gli accordi di Schengen si fa riferimento a un trattato che coinvolge sia alcuni Stati membri dell'UE sia Stati terzi. Tali accordi, inizialmente nati al di fuori della normativa UE, ne divennero parte con il Trattato di Amsterdam, e vennero integrati nel Trattato sull'Unione europea

Oggetto del trattato è il controllo delle persone, che non va confuso con i controlli doganali che sono stati aboliti tra gli Stati membri della UE dal 1 gennaio 1993 con la caduta delle frontiere.

I paesi che aderiscono al trattato rinunciano al controllo sistematico delle frontiere creando, di fatto, uno spazio comune di libera circolazione (area Schengen) come diritto acquisito.

UK e Irlanda non hanno aderito al trattato (in quanto hanno leggi più permissive sull’immigrazione), mentre Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein, pur non facendo parte dell’UE hanno aderito. Principato di Monaco, San Marino e Vaticano fanno parte dell’area Schengen in quanto non hanno frontiere con gli Stati nei quali si trovano. Cipro, Croazia, Romania e Bulgaria hanno sottoscritto il trattato ma questo non è ancora in vigore.

Obiettivi del trattato sono:

  • abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne e rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell’area Schengen;
  • collaborazione delle forze di polizia e possibilità per esse di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini;
  • coordinamento degli stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale;
  • integrazione delle banche dati delle forze di polizia (Sistema di Informazione Schengen).

Ogni Stato può sospendere il trattato giustificandone il motivo per un tempo limitato. L’Italia ha sospeso il trattato in occasione del G8 di Genova nel 2001 e del G8 di L’Aquila nel 2009.

Criteri di Copenaghen

Per l'incorporazione di uno Stato all'UE, questo deve rispettare una serie di condizioni economiche e politiche conosciute come criteri di Copenaghen. Tali criteri furono definiti nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen tenutosi nel 1993, al fine di regolamentare l'allargamento dell'UE verso i paesi provenienti dall'ex blocco socialista. Nello specifico, i paesi candidati, oltre a dover essere situati geograficamente in Europa, debbono presentare:

  • istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e il rispetto delle minoranze e la loro tutela: la protezione garantita dall'Unione europea ai suoi cittadini, infatti, sopravanza le garanzie prescritte dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Corte suprema degli Stati Uniti d’America;
  • un'economia di mercato funzionante e la capacità di fronteggiare la competizione e le forze del mercato all'interno dell’Unione;
  • la capacità di sostenere gli obblighi derivanti dall’adesione (Acquis comunitario), inclusi l'adesione all'unione politica, economica e monetaria.

Il primo criterio è necessario per l’apertura dei negoziati di adesione.

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